« Caritas Christi urget nos »
(2 Cor 5:14)

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Eletta una nuova Amministrazione Generale 

Le elezioni continuano

E così anche il resto del Consiglio Generale è stato eletto! Terzo consigliere è P Claudio Weber, che servirà in un secondo mandato nel consiglio. Egli era già stato eletto nel capitolo generale del 2003; è originario del Brasile. 

Quarto consigliere è P. John van den Hengel, superiore regionale del Canada, e quinto consigliere è P. Albert Lingwengwe del Congo, dove è attualmente maestro dei novizi e viceprovinciale. P.Albert non partecipa al capitolo e ha accettato l’elezione via telefono. Per diversi motivi, non potrà essere presente alla seconda parte del capitolo. 

Ieri P José Ornelas Carvalho era stato rieletto Superiore Generale e i Padri Paulus Sugino e Claudio Dalla Zuanna erano stati eletti primo e secondo consigliere. 

Al termine delle elezioni il Padre Generale ha espresso la sua gratitudine ai due consiglieri che lasciano il loro servizio in Roma, P. Zbigniew Bogacz e P. Andreas Madya Srijanto, e ha pronunciato parole di benvenuto e ringraziamento ai confratelli che serviranno con lui nella nuova amministrazione.  
 

Vocazioni e pastorale giovanile

Come han fatto nei due giorni scorsi, i delegati hanno cominciato la giornata in gruppimultilinguistici. L’attenzione oggi è stata data ai giovani e alla pastorale vocazionale. Facendo la relazione delle discussioni nel plenario, alcuni temi si sono ripetuti. I gruppi han fatto notare che occorre essere presenti nelle scuole, includendo le università. In ogni caso l’attenzione ai giovani dovrebbe andare al di là delle scuole e delle parrocchie. È importante per gli SCJ di “entrare nel mondo dei giovani”, ha detto un delegato. La congregazione ha bisogno di parlare il linguaggio dei giovani e di incontrare i giovani dove essi possono essere trovati, anche con mezzi come internet e altri mass media.  

Tutte le entità dovrebbero avere un website. Una presenza in internet potrebbe creare interazione con i giovani , aiutandoli ad apprendere qualcosa della vita religiosa, sui Sacerdoti del S.Cuore, e a approfondire la loro fede. 

C’è stata una chiamata d’attenzione per una migliore pianificazione nel campo delle vocazioni (alcuni han suggerito lo sviluppo di un piano annuale da essere valutato ogni anno). In entità dove ancora non c’è una persona o commissione che porti avanti lo sviluppo vocazionale, questo dovrebbe essere organizzato. Molti gruppi han chiesto che una simile struttura sia stabilita a livello generale. Forse il tema delle vocazioni dovrebbe essere un’area di lavoro per uno dei consiglieri, o ci dovrebbe essere un segretariato generale per lo sviluppo della pastorale vocazionale. 

Allo stesso tempo, molti gruppi han ricordato che le vocazioni sono una responsabilità di tutti i membri della comunità. “Noi dobbiamo sviluppare una cultura così che possiamo essere accoglienti con le vocazioni”, a detto un gruppo. L’accompagnamento vocazionale è anche una parte centrale del processo di discernimento. I membri delle nostre comunità devono essere disponibili per camminare con i giovani nel loro processo del discernere la vocazione nella chiesa, aperti al fatto che possono poi essere SCJ o seuire un altro cammino. 

“Noi dobbiamo anche essere audaci nella proposta”, ha detto un delegato in uno dei gruppi. “Noi siamo spesso troppo timidi quando si tratta di vocazioni; dovremmo essere decisi e invitare i giovani a considerare la vita religiosa e il ministero come orizzonti di vita belli e possibili”. 

Le comunità e gli individui dovrebbero sempre accogliere i giovani, dando una testimonianza della gioia della vita fraterna. L’esempio di una comunità in salute, felice, è uno dei mezzi migliori per incoraggiare le vocazioni. Ci dovrebbe essere un maggiore condivisione della nostra vita religiosa con i giovani, invitandoli a visitarci e chiamando i missionari di ritorno a raccontare della loro vita e lavoro missionario. 

Alla fine delle relazioni dei gruppi i delegati hanno avuto la possibilità di condividere i loro pensieri. Un confratello ha parlato di un’altra congregazione che ha un grande numero di confratelli ma che continua a impegnarsi a tutti i livelli per uno sviluppo vocazionale. E si chiede se i dehoniani hanno veramente fatto delle vocazioni una priorità. E ancora se la congregazione sia pronta a fare quanto sia necessario per vivere questo impegno. 

Molti dlegati hanno parlato dell’idea di “vocazioni internazionali”. I Sacerdoti del S.Cuore sono una congregazione internazionale. Se un’area della congregazione ha vocazioni, c’è possibilità di inviarle ad un’altra entità, non solo per aiutare ma per diventare pienamente membri di un’altra entità? I candidati non andrebbero solo per il ministero, ma per fare la formazione in un’altra entità. Potrebbe essere questa una strada per la rivitalizzazione di certe entità che invecchiano e stanno diminuendo in numero, dopo aver dato molto alla congregazione? 

Un’altro delegato ha ricordato che occore guardare non solo ai giovani, ma anche a adulti che possano già aver avuto una carriera e possano poi decidere si seguire una chiamata vocazionale. Occorre ricordare che anche igiovani arrivano oggi a scelte decisive più tardi di prima, per cui ha senso guardare anche ad adulti che possano avere una chiamata verso la vita religiosa. 

C’è stata molta discussione sul tema dello sviluppo vocazionale, ma un delegato ha ricordato che è altrettanto importante continuare ad accompagnare i giovani anche dopo che sono entrati nella formazione: “Molte volte noi perdiamo persone nei primi anni dopo I voti; non possiamo solo attirare le persone e poi non accompagnarle debitamente”. Una certa enfasi è stata posta sulla necessità di fortificare la vocazione dopo i voti. 

Mentre molti pensano che sia opportune avere una guida a livello generale per le vocazioni (un consigliere o una commissione generale), è anche vitale tenere in considerazione le diverse realtà culturali di ogni entità. Quello che può funzionare in una parte del mondo puù non essere possibile altrove. 

E ancora: I delegate hanno notato che occorre essere presenti con i giovani e con le famiglie in genereale. È più facile parlare di strutture che prendere la decisione di essere presenti e attivi coni giovani. I laici vedono la necessità di più vocazioni: come possiamo allora, come religiosi, lavorare con loro per cercare insieme idee per uno sviluppo a livello di vocazioni? 
 

Relazione delle entità

Oggi ilCapitolo ha ascoltato le relazioni di Argentina, Uruguay, Brasile del Nord, Brasile del Sud. In tutti questi paesi latinoamericani c’è l’attenzione al servizio ai poveri, sia nel ministero parrocchiale come in attività sociali fuori dalle parrocchie, come nel campo dell’educazione e della formazione. Tutte queste entità hanno una caratteristica internazionale, collaborando con altre entità nella formazione e in alcuni ministeri. Da segnalare anche la loro apertura missionaria.

 

 




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NOTE: The majority of photos taken at the General Chapter will be posted at the congregational website, http://www.dehon.it.

I'll be posting some of the photos I take at http://www.scjusa.smugmug.com To see them, click on the first gallery, or go directly to: http://scjusa.smugmug.com/gallery/8259359_fwcwx#540413616_85pae

Mary Gorski

 

 

 

 

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