P. José Ornelas Carvalho rieletto per un secondo mandato!
Eletti il P. Generale e due consiglieri
P. José Ornelas Carvalho è stato eletto per un secondo sessennio come Superiore Generale. “Grazie per la vostra fiducia in me e il per il vostro impegno verso la congregazione mentre noi lavoriamo insieme in cammino verso il futuro”, ha detto P.Ornelas dopo aver accettato la posizione di Superiore Generale. “Che il Signore sia con noi mentre proseguiamo il cammino”. P. Ornelas ha emesso la prima profession nel 1972 ed è stato ordinate sacerdote nel 1981. È stato superiore provinciale della provincial portoghese.
Dopo l’elezione del P.Generale (una rielezione) il capitolo si è mosso verso l’elezione dei mebri del consiglio. P.Paulus Sugino della Provincia Indonesiana è stato il primo ad esere eletto.Province was the first to be elected. P. Sugino ha professato nel 1979 ed è stato ordinate nel 1982. Egli ha prestato servizi nel campo della formazione e nella lideranza provinciale.
P. Claudio Dalla Zuanna è stato il consigliere seguente a essere eletto. Questo sarà il suo secondo sessennio, essendo egli stato eletto per primo nel consiglio generale nel 2003.Originario della provincia IS, P. Claudio era membro della Provincia del Mozambico prima del suo servizio in oma. Ha fatto la professione nel 1978, ed è stato ordinato nel 1984.
Vita fraternal e missione
Come giè ieri, martedì, i delegati capitolari avevano cominciato la giornata nei gruppi di riflessione con mescolanza di lingua e cultura. Questa mattina le discussioni dei gruppi hanno centrato l’attenzione suli cammini per coinvolgere tutti nella missione della congragazione. Più accuratamente: cosa si può fare per aiutare meglio i membri della congregazione ad abbracciare e sentirsi protagonisti della missione degli SCJ, nelle due dimensioni di servizio e vita comunitaria centrata sull’Eucaristia?
Ancora una volta, temi comuni sono emersi rapidamente dale relazioni dei gruppi di studio condivise in plenario. I membri della congregazione han bisogno di fare chiarezza su cosa significhi essere Dehoniano prima di condividere il carisma con altri. La vita comunitaria, l’enfasi su preghiera personale e comunitaria, una vita di condivisione e trasparenza: sono tutte componenti di que che significa essere SCJ. Questa spiritualità SCJ deve essere insegnata fin dagli inizi della formazione e continuamente rinforzata.
L’internazionalità degli SCJ deve essere abbracciata da tutti, specialmente dal più giovani. Molti dei gruppi han suggerito che quelli in formazione (includendo i formatori) facciano un’esperienza di interculturalità a livello internazionale, come parte della loro formazione. In ogni momento della vita ogni membro SCJ dovrebbe essere aperto ad andare oltre i imiti della propria cultura, tenendo la sua mente e il suo cuore aperti a un vasto raggio di possibilità. I confratelli devono sviluppare uno spirito Missionario, una capacità di apertura a nuove culture e nuove idee.
È stata pure sottolineata la necessità per ognuno nella congregazione di imparare almeno un’altra lingua oltre la linga-madre.
Come era giàa stato riportato in una discussione della settimana precedente, l’avere un progetto commune aiuterebbe a costruire un miglior senso di comunità. È stata notata la necessità per un’approfondità comunicazione, tanto interna come esterna. Allora, come ci può essere una miglior scambio di informazioni tra le entità? Come si può utilizzare meglio l’internet per un’effettiva comunicazione? Un gruppo ha suggerito che una presentazione elettronica delle entità sia preparata e fatta circolare tra tutti regolarmentte.
Un settore da mettere in rilievo è quello della pastorale giovanile, che comprende tanto la presena nel mondo dell’educazione (sepecialmente a livello di università) che programmi al fi duori del livello accademico. È emersa anche la necessità di mettere a fuoco il ministero sociale e la questione della Giustizia e Pace, come pure l’attenzione verso i migranti in questo mondo sempre più globalizzato.
C’e stata un’apertura di alcuni gruppi perchè si estenda la missione della congregazione in Cina e nel Paraguay, mentre altri han suggerito una rinnovata attenzione all’Europa, dove il secolarismo ha preso piede in molte aree. Al posto dell’abbandono fatalista, un gruppo ha affermato che gli SCJ dovrebbe essere attenti alla rievangelizzazione del continente.
Dopo la relazione dei gruppi c’è stato tempo per alcune riflessioni e per al condivisione sui temi presentati dai gruppi. Un delegato ha fatto notare che molte cose suggerite non sono nuove, ma già presentate in incontri anteriori. È il caso dello studio di una seconda lingua. Forse è ora il momento di non solo mettere a fuoco le cose da fare, ma di lavorare per trovare le vie pe l’implementazione delle scelte. Come si muoverà la congregazione dal semplice dire ai confratelli che devono studiare una seconda lingua verso l’assicurazione che questo sarà fatto? E questo è solo un esempio di temi che si ripetono.
In ogni caso, un altro delegato ha fatto notare che la questione della seconda lingua, benchè importante e buono per i confratelli, non è il cuore delle preoccupazioni della congregazione. Un punto importante emerso è la questione della vita comunitaria. Come possono gli SCJ vivere una vita più dehoniana? Come possono essere fratelli l’uno verso l’altro con spirito religioso? “avere abilità linguistiche è importante, ma più importante per la vita religiosa è il vivere in comunità dove un comune linguaggio è già parlato”.
Presentazione delle Entità
Il Mercoledì i delegati capitolari hanno ascoltato dalla voce di P. Tom Cassidy, provinciale, la relazione della Provincia US. Egli ha presentato i 3 grandi impegni della provincia: la Scuola di teologia “Sacro Cuore” (Sacred Heart School of Theology) dove mebri della congregazione han preso parte nel programma di studio dell’inglese ESL; la missione del Sacro Cuore nel Sud del paese (Sacred Heart Southern Missions), che è centrata su servizi parrocchiali, educazionali e sociali in 9 contee dello stato del Mississippi; and la Scuola Indiana S.Giuseppe (St. Joseph's Indian School) in Sud Dakota, una scuola per i bambini a rischio, autoctoni delle tribù native dell’area.
P.Cassidy ha condiviso alcuni degli sforzi di collaborazione internazionale che la provincial mantiene, includendo l’impegno finanziario verso le missioni dell’Asia, l’aiuto in personale ad alter entità (come India e Sudafrica), l’iniziativa ESL, uno scambio tra le scuole del Sud Dakota e la scuola di Handrup in Germania. Ha anche fatto notare che la provincial Indonesiana sta cominciando una collaborazione con la provincia US con personale negli Stati Uniti. P. Christianus Yoseph Hendrik si aggiungerà ai confratelli che lavorano in Sud Dakota con la speranza che altri lo possano seguire in futuro.
P. Cassidy ha ditto che le sfide della Provincia US sono specialmente nel campo del personale, che aumenta in età media e diminuisce in numero; ma la provincia ha una grande speranza nel futuro.
La commissione di Sintesi
Una commissione di Sintesi sta lavorando per tentare una sintesi di tutto il lavoro di riflessione del capitolo, aiutando i delegati a indentificare i temi e determinare cosa occore fare per approfondirli.
Nell’ultimo capitolo erano emersi 3 temi centrali: communità, spiritualità e missione. Questi temi sono stati ripresentati in questo capitolo 2009. Ma adesso l’attenzione è in come ognuno di questi punti è connesso con il tema “amore di Cristo”. Questo è il centro a partire dal quale la congregazione può vivere e agire.
La commissione ha preparato una lista di idee e preoccupazioni (presentata da P. Marcello Mattè e P. John Van Den Hengel a nome della commissione) che loro hanno identificato dale discussioni in plenario e dalla relazioni dei gruppi. Il lavoro continuerà per meglio identificare le priorità e le sfumature delle discussioni su questi temi.