« Caritas Christi urget nos »
(2 Cor 5:14)

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Entrando nel “cuore” del Capitolo

26 Maggio 2009 
 

Lavoro sull’Instrumentum Laboris

Il P.Generale ha introdotto il nuvo compito dei capitolari rivedendo il lavoro della settimana precedente, “dove noi abbiamo ricevuto una visione panoramica della congregazione”, ha detto. Adesso il capitolo si muoverà nella direzione del discernimento del cammino della congregazione per i prossimi 6 anni, come pure del discernimento della leadership che guiderà gli SCJ nella direzione voluta. “Mentre parliamo l’un con l’altro, ricordiamo che il Signore parla a noi attraverson i fratelli”, ha continuato. Alcuni potranno anche non essere contenti con il processo di discermimento, ma nonostante il metodo, c’è sempre un’opportunità “per ascoltare lo Spirito Santo”. 

Mentre entravano per il plenario i delegate han ricevuto un foglietto colorato che indicava loro in quale gruppo avrebbe lavorato per la discussione del mattino. Ogni grupo aveva un facilitatore prescelto. I facilitatori sono membri del capitolo che hanno avuto un momento formativo per liderare il processo. Nei gruppi i gruppi han riflettuto sul tema: Cristo al Centro, mettendo a fuoco alcuni temi di vita religiosa, come pure centrando l’attenzione sul Centro Studi Dehoniani. Prima della discussione, sono state raccolte le schede del pre-sondaggio. Queste schede saranno contate posteriormente da un gruppo formato dagli scrutatori con il segretario e un moderatore. 
 

Condividendo la discussione dei gruppi

Tornando in plenario i gruppi hanno condiviso il frutto della riflessione. Riguardo alla vita religiosa e di comunità c’è stato un commune richiamo a “collocare Cristo al centro delle nostre comunità”, come ha detto un delegato. Molte comunità combattono contro l’individualismo e la forte attrazione del consumismo. Questi atteggiamenti distolgono dalla chiamata alla comunità e condivisione. La preghiera – individuale e comunitara – ha isogno di essere revigorata. Lo stesso si dice della spiritualità: “per molti di noi la spiritualità è troppo superficiale”, ha detto un delegato facendo la presentatione del suo gruppo. 

Troppo spesso alcuni individui lasciano che il lavoro e altri affari della vita quotidiana li consumino, distogliendo dale colonne della vita religiosa, preghiera e solidarietà. È facile cadere in un senso di mediocrità, di una confortabile routine. 

C’è stao un richiamo a una maggiore condivisione comunitaria, a giornate di riflessione e altri esercizi che aiutino la partecipazione e a focalizzare in quello che tutti siamo come religiosi SCJ. Altri hanno suggerito che progetti e ministeri comuni potrebbero aiutare a rivitalizzare le comunità SCJ. C’è anche il bisogno di lavorare sulla riconciliazione, punto fondamentale della spiritualità SCJ; i membri della congregazione dovrebbero abbracciarla per vivere insieme più pienamente in comunità. 

Alcuni gruppi han chiamato a un miglior utilizzo del Centro Studi Dehoniani e a una maggiore formazione riguardo il fondatore e la spiritualità dehoniana, forse anche con un anno intero di formazione sul fondatore organizzato in Roma. 

Molti ha suggerito che si dovrebbe preparare una più comprensiva e critica biografia del fondatore, mentre altri han detto che la congregazione possiede già molto materiale su P.Dehon e I suoi scritti, ma che c’è bisogno che sia meglio utilizzato, in particolare che sia messo a disposizione nelle varie lingue usate nella congregazione. C’è stata anche una chiamata d’attenzione per cercare il modo di integrare la spiritualità di P.Dehon nel mondo odierno. Come può il suo charisma entrare in contatto con le preoccupazioni d’oggi? Come si può riscoprire l’identità dehoniana nel mondo d’oggi? 

Forse c’è bisogno non di un migliore Centro Studi, ma piuttosto di un centro di animazione della Spiritualità dehoniana. 

Pre-sondaggio

Prima della pausa di mezzogiorno i delegati han potuto conoscere i risultati del pre-sondaggio. Il vero sondaggio è stato poi effettuato nel pomeriggio. Con la mente dei capitolari un poco più chiara sui nomi, il voto per il Superiore Generale sarà fatto il Mercoledì. 

Vietnam, Canada, Polonia e Brasile Centrale

Durante il capitolo i delegati continueranno ad ascoltare brevi relazioni delle varie entità della congregazione. Il martedì ci sono state 4 relazioni. 

Parlando del Vietnam, P. Rino Venturin ha messo in rilievo che la presenza SCJ nel paese non è una “spedizione di pesca”. La comunità SCJ non vi è andata solo per avere vocazioni. 

In Vietnam ci sono attualmente 3 SCJ che insegnano Inglese e fanno un discernimento previo di possibili candidate per la formazione SCJ. Adesso ci sono 15 studenti dal Vietnam che studiano con gli SCJ nelle Filippine. Otto di loro sono professi e uno è in noviziato. Il fatto che gli studenti vietnamiti studin nelle Filippine è visto come un’esperienza positiva per entrambi, i vietnamiti e i filippini. I vietnamiti hanno beneficiato dell’esperienza interculturale. Si spera che un giorno siano pronti e sia possible per loro di tornare nel loro paese per il ministero. 

Per dimostrare il bilinguismo e la “biculturale” caratteristica della Regione Canada, P. John van den Hengel ha usato sia il francese che l’inglese nella sua presentazione del Canada. Nel 2010, il Canada celebrerà il 100mo anniversario dell’arrivo della congregazione nel paese. Tracciando una breve storia della presenza in Canada, ha fatto notare che la congregazione è creciuta fino ad avere due province (Canada francese e Canada inglese). Ma ora il numero è diminuito e nel 2001 le due entià si sono fuse in una regione. Attualmente ci sono 24 SCJ in Canada. 

Ci sono state significative (ma non insormontabili) sfide nella fusione delle due entità. Questo riflette una caratteristica del Canada come paese: non è solo un paese bilingue e multicultirale, ma che riceve anche molti immigranti ogni anno. La regione SCJ vive questa realt nelle sue comunità e nel ministero. Accolgono SCJ da tutto il mondo per vivere, studiare e entrare nel ministero nella regione, che presta un’attenzione particolare agli immigranti. 

P. Wieslaw Józef Swiech, col provincial polacco P. Tadeusz Michalek, ha condiviso un’informazione sulla provincia polacca, una provincia che ha attualmente 245 membri con un’età media di 46 anni. 35 polacchi servono in ambiti di Missio Ad Gentes e 65 sono in varie entità in Europa. “Noi viviamo il motto congregazionale ‘Noi la Congregazione’!” ha detto P. Wieslaw. 

La Polonia ha un benn organizzato programma di formazione e possiede professori in varie università. Ci sono parrocchie, missioni popolari, una centro di pubblicazioni, attività con i giovani (la settimana di animazione giovanile organizzata dagli SCJ attrae più di 700 giovani), e attività spirituali, inclusi ritiri, per i laici. La provincia polacca ha un bon movimento di laici dehoniani. 

La Polonia anima un gruppo di distretti e comunità, che includono Finlandia, Bielorussia, Moldavaia, Ucraina e Slovenia. Ognuna di queste entità ha le sue sfide. In Finlandia ci sono ben pochi cattolici. La diocesi abbraccia l’intero paese il ministero richiede molte dislocazioni. C’è un bel senso ecumenico nel servizio svolto. 

P. Paulo Hülse ha parlato della Provincia del Brasile Centrale che include la regione del Maranhão. La Provincia è stata fondata nel 2003 come una derivazione del Brasile Meridionale. La provincia presta attenzione al ministero parrocchiale e alla formazione. “Il nostro benessere è il nostro senso di appartenenza” ha detto P.Paulo, che ha fatto notare come il 60% del budget della provincia va per la formazione. “Qui è dove risiede il nostro futuro!”. La Provincia educa non solo I suoi studentimaanche studenti diocesani e laici. 

La provincia ha oggi 214 membri e 10 novizi. Al di fuori della formazione le necessità della chiesa richiedono presenza nelle parrocchie, specialmente nel Maranhão. Significativo il servizio prestato con una comunità che si dedica all’ospitalità e aiuto a bambini e adolescenti in difficoltà.

Il Brasile Centrale è contento della collaborazione con altre entità per gli studi, sia ricevendo studenti, come pure inviando giovani in esperienza in alter entità. 

Con attenzione alle finanze, il Maranhão cercad I diventare indipendente. Hanno una fabbrica di candele, che però ha dovuto chiudere ed è in attesa di riattivazione. Stanno cercando altre possibilità, come un negozietto di articoli religiosi. 
 

Verbali

A chiusura del giorno sono state approvati i verbali dei giorni 21 e 22 maggio.

 

 




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NOTE: The majority of photos taken at the General Chapter will be posted at the congregational website, http://www.dehon.it.

I'll be posting some of the photos I take at http://www.scjusa.smugmug.com To see them, click on the first gallery, or go directly to: http://scjusa.smugmug.com/gallery/8259359_fwcwx#540413616_85pae

Mary Gorski

 

 

 

 

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