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Juridical changes

22 Maggio 2009 
 

Quando dovrebbe entrare in carica il Superiore Generale?

La tradizione è che il Superiore eletto prenda possesso dell’ufficio il giorno stesso dell’elezione e passi a presiedere il Capitolo Generale. In alter congregazioni questa transizione ha luogo in modi differenti. P. Marek Stoklosa, consigliere giuridico del Capitolo, ha dato alcuni esempi di questo. In una congregazione il Superiore Generale lascia il suo incarico all’inizio del Capitolo e serve solo come presidente del Capitolo. In un’altra il Superiore eletto non assume l’ufficio se non un certo tempo dopo il Capitolo. Questo permette una certa continuità e un tempo di transizione per il nuovo Superiore eletto. 

Un suggerimento di cambiamento al Direttorio Generale inserirebbe la norm ache il Superiore Generale eletto entri in carica il giorno conclusivo del Capitolo Generale. Il Capitolo potrebbe anche, a maggiornaza assoluta, determinare una data posteriore (fino a 3 mesi doop l’elezione) per l’entrata in carico del nuovo Superiore Generale. Il Superiore Generale precedente rimarrebbe in carica fino al termine del Capitolo. 

Dopo un tempo di discussione e chiarimenti il Capitolo ha votado approvando il cambiamento suggerito. Il nuovo Superiore Generale entrerà in carico alla fine del Capitolo, o al Massimo entro 3 mesi dall’elezione, come descritto prima. Egli diventerà automaticamente membro del tavolo di presidenza Capitolo con l’incarico di Vice-presidente. 
 

Dovremmo avere un Vicario Generale?

Il Capitolo si èe quindi dedicato alla questione del Vicario Generale. Fino ad oggi il primo consigliere serviva come da vicario, ma P.Marek ha fatto notare come fosse semplicemente un assistente del Superiore Generale. Come SCJ non esiste la figura e posizione di un Vicario Generale. Il primo consigliere non ha l’autorità che un Vicario potrebbe avere. L’attuale amministrazione suggerisce che il creare una posizione come quella del Vicario sarebbe di grande aiuto. Il Vicario attenderebbe a molte preoccupazione nella Curia Generale, per cose che adesso devono sempre attendere la presenza del Superiore Generale. Una varietà di materie presentate alla Curia potrebbero essere trattare più velocemente se un vicario, con una propria autorità, potesse essere disponibile per questo servizio invece di aspettare la presenza del Padre Generale in Roma. 

Il Vicario Generale potrebbe anche coordinare il lavoro del Consiglio Generale e attendere ad altre attività secondo quanto gli sia assegnato dal Superiore Generale. Si è fatto notare che le diocesi hanno un Vicario che allevia il peso del lavoro del Vescovo e facilitano così il suo servizio. 

I membri del consiglio attuale sono a favour di questo nuovo ruolo. Certe volte tutto il Consiglio si torva fuori da Roma. Sarebbe di aiuto se ci fosse un Vicario che possa dedicare più tempo agli uffici della curia per attendere alle questioni quotidiane. Il ruolo dei consiglieri sembra definito, con l’animazione dei settori e delle zone geografiche; sembra impossibile (con il numero attuale di consiglieri) che un consigliere possa prendere altri incarichi come Vicario Generale  

Nonostante la decisione appartenga al Capitolo l’Amministrazione attuale suggerisce che un consiglio di cinque membri sia eletto per questo sessennio (il mandato delle Costituzioni ricorda che ci deve essere un minimo di quattro consiglieri, ma lascia al capitolo la decisione su un numero più elevato). Tra i cinque, in cosultazione con loro, il Superiore Generale potrà scegliere il Vicario Generale. 

Dopo una certa discussione e qualche chiarimento, il Capitolo ha votato per una consultazione: se si è o meno in favore all’introduzione di una figura come il Vicario nel nostro ordinamento. C’è stata una grande maggioranza. Si è quindi votato per consultare se si segue la via dell’elezione capitolare o della nomina da parte del Generale. I membri del Capitolo si sono espressi a favore di quest’ultima posizione. 

Il voto deliberativo che ha fatto seguito è stato l’eco delle consultazioni. La congregazione avrà quindi la figura del Vicario Generale che sarà scelto dal Superiore Generale in cosnultazione con il suo Coniglio e tra i membri del Consiglio stesso. Il Capitolo ha quindi votato deliberativamente in favore della proposta di avere, per la prossima amministrazione, un numero di cinque consiglieri. 

Dopo questa parte, e tenendo in mente la discussione di giovedì sull’Economo Generale, il Capitolo ha votato per il cambiamento delle Costituzioni e del Direttorio Generale, per permettere che l?economo Generale sia nominato dal Superiore Generale con l’approvazione del suo consiglio, in un tempo massimo di un anno dall’elezione del Superiore Generale. Siccome la dispensa dalla S.Sede è stata preventivamente ottenuta, il cambiamento entra in vigore già da questo Capitolo. 
 

Relazione del Postulatore

Dopo che il Capitolo ha approvato i verbali del 20 Maggio, P. Evaristo Martínez de Alegria, postulatore, ha presentato la sua relazione. Egli ha fatto notare una breve storia dell’ufficio di Postulatore, che è cominciato nel 1951 con P. Lorenzo Ceresoli, a cui è succeduto P. Giuseppe Girardi. P. Alegria è il terzo postulatore SCJ. 

Nonostante P. Alegria abbia fatto notare la varietà di cause in cui il suo ufficio è coinvolto (includendo quelle di P. André Prevot, P. Bernardo Longo, P. Martino Nicola Capelli e del Beato Juan Maria de la Cruz), è stata la causa di P. Dehon che ha attirato le maggiori attenzioni del Capitolo. P. Alegria si è fatto eco delle frustrazioni di tutti, notando che il processo sembra essere intrappolato in quello che è stato chiamato “lungo ritardo”. Facendo eco a quanto il Generale aveva ditto previamente, ha affermato che continua il lavoro di far conoscer gli scritti di P. Dehon e  di promuovere ricerche biografiche su P.Dehon. Un delegato ha fatto notare che l’interessante è che se P.Dehon fosse stato beatificato, non ci sarebbero state così tante discussioni e interesse intorno alal sua persona e scritti. La ricerca e la discussione continuano proprio a causa del ritardo; questo ha fatto sì che lo si tenga nella mente non solo dei dehoniani ma di molta altra gente. 
 

Mozambico, Angola e Cameroun

Nel corso del Capitolo, le varie entità continueranno a presentare I loro brevi rapporti. Il Mercooedì il Capitolo ha ascoltato relazioni dal Mozambico, Angola, e Cameroun.  

La provincia del Mozambico ha 52 membri, due dei quail sono Vescovi. La provincia colloca la sua attenzione nel campo sociale e pastorale, così come la formazione. In tutto quelloc he la provincia fa c’è un’enfasi sulla vita comunitaria. Finanziariamente la provincial non è autonoma, ma cerca di essere creative nella ricerca di quello di cui ha necessità. Possiede ora alcune case che sono date in affitto, cosa che produce una certa entrata.  

Nel campo della formazione il Mozambico sta collaborando con altre entità SCJ in Africa. La provincia lavora anche nel campo dello promozione della spiritualità Dehoniana tra i laici e nlla pastorale giovanile. Il Mozambico ha alcune scuole, con un centro nella scuola Agricola e nel centro Polivalente di Gurue. La provincial è anche attiva nel campo sanitario, specialmente con il lavoro di P.Aldo Mahesini, un ben conosciuto chirurgo. 

Angola è un paese in cui la maggioranza della popolazione vive in povertà. La comunità dehoniana attende due parrocchie e decine di piccolo comunità cristiane. Nella zona di Luanda la comunità è integrata in una nuova diocesi; oltre al ministero parrocchiale sono impegnait nella vita della diocesi con vari ministeri.  

La congregazione è anche presente nella Diocesi di Luena, nella missione di Luau. Molte delle cappelle rurali sono anche centri di educazione, funzionando come scuole. La congregazione è in Angola da pochi anni ma ha già quattro aspiranti e un postulante. 

Per quanto riguarda in Cameroun, P. Antonio Panteghini ha fatto notare cha la provincial sta crescendo rapidamente. Al primo capitolo provinciale aveva 35 membri; al secondo erano giù 70; oggi sono 90 membri, ci ui 40 studenti. C’è anche un novizo e 7 postulanti. Sono Benedetti da tante vocazioni, frutto del buon lavoro dei missionary negli anni precedenti.  

La Provincia SCJ del Cameroun sta diventando veramente Africana, ha continuato P.Panteghini. molti confratelli autoctoni rivestono incarichi in leadership, compreso l’economo provinciale e il maestro dei novizi. Alcune comunità sono totalmente formate da confratelli camerunesi, e i confratelli missionari sono diminuiti di numero. 

Negli ultimi anni la provincia ha centrato le sue attività nel campo formative. Ora I vescovi stanno chiedendo nuovi impegni ministeriali, includendo nuove parrocchie e assistenza in altri centri pastorali.  

La provincia ha anche cominciato a mandare personale all’estero, e prossimamente invierà due giovani confratelli in Angola. Sta collaborando con le altre entità in Africa nel campo formativo.  

Nel 2012 la provincial celebrerà I 100 anni di presenza dei dehoniani in Cameroun. Hanno ianificato di dedicare una nuova chiesa come santario del S.Cuore proprio in occasione del centenario.  
 

Preparando la prossima settimana

Il giorno è terminato con una breve scorsa al lavoro da fare la prossima settimana, centrata sull’Instrumentum Laboris. Per prepararsi a questo il Capitolo avrà una giornata di ritiro il Lunedì, ritiro guidato da Sr. Maria Ko, Salesiana. 

 




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NOTE: The majority of photos taken at the General Chapter will be posted at the congregational website, http://www.dehon.it.

I'll be posting some of the photos I take at http://www.scjusa.smugmug.com To see them, click on the first gallery, or go directly to: http://scjusa.smugmug.com/gallery/8259359_fwcwx#540413616_85pae

Mary Gorski

 

 

 

 

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