APPROVANDO LA RELAZIONE FINANZIARIA
21 MAGGIO 2009
Una regione che cresce in fretta
Collocati tra le varie attività del capitolo si trovano le relazioni delle varie entità. Dopo l’approvazione dei verbali di Martedì, i rappresentanti la regione del Madagascar hanno presentato la loro relazione.
Gli SCJ sono arrivati in Madagascar nel 1974. Membri della provincia IM e LU han risposto all’appello dei vescovi per assisterli nelle loro diocesi. Molto presto la Regione ha sviluppato programmi di formazione e adesso 38 dei 54 membri della Regione sono indigeni. La Regione ha anche due vescovi; inoltre 15 membri svolgono lavoro pastorale, 10 attività formativa, 2 lavorano all’università e 21 sono studenti (1 in Roma).
Attendendo alla necessità di scuole, la regione ha stabilito alcune scuole nelle missioni, incluso una tecnica e una di business. Una volta costruite la Regione di solito le consegna a una congregazione di suore per la gestione. Migliaia di studenti sono adesso iscritti alle scuole SCJ.
La regione spera di sviluppare molto presto un ministero per ilavoratori in una zona mineraria, dove gli SCJ apriranno una nuova comunità.
Riflettendo sulla relazione dell’Economo Generale
Dopo aver ascoltato le presentazioni dell’Economo e della commissione per larevisione dei bilanci, I delegate hanno speso il resto della mattinata del giovedì in gruppi linguistici. Seguendo le domande preparate, hanno discusso le relazioni in preparazione di un voto sulla relazione dell’Economo Generale.
Nel primo plenario del pomeriggio i rappresentanti dei gruppi hanno riportato il risultato della loro discussione.
Generalmente c’è stato apprezzamento per il lavoro svolto dall’Economo Generale e dalla commissione. Molti hanno notato una giusta conpresenza di aspetti pastorali e pratici nella relazione sulle finanze. La relazione sembra essere una buona e fedele fotografia della situazione specialmente della Curia Generale, alcuni facendo notare che forse non da una buona immagine della congregazione nel suo insieme. Nella presentazione e nella relazione scritta P.Aquilino ha ricordatoc ome non tutte le entità sottomettono per tempo la relazione finanziaria alla Curia. Alcuni delegati hanno espresso un certo scontentamento, chiedendo “come può la congregazione avere una piena solidarietà se non tutte le entità partecipano?”
Molti han fatto notare l’importanza di sviluppare l’autonomia delle entità, ma anche le sfide che questo processo costituisce per molti. Le giovani entità stan cominciando, come han fatto le atre. Normalmente una entità comincia col processo formative e quindi sviluppa altri ministeri, che includono qualcosa che possa aiutare dal punto di vista finanziario. Come già notato ieri, le entità già stabilite devono camminare con le nuove e dare il loro appoggio. Occorre anche far notare che quello che ha funzionato in certe aree, può non funzionare in altre. La congregazione ha necessità di essere creative nel trovare le risorse per vivere. E pur aiutando le nuove entità occorre fare attenzione a non diventare paternalistici.
Tutti I gruppi linguistici hanno appoggiato la raccomandazione dell’economo generale per una migliore formazione degli economi, e per una formazione in materia finanziaria e solidarietà anche nei primi stadi della formazione iniziale. Ancora una volta è stato notato che la condivisione finanziaria non è semplicemente un modo per pagare i conti degli altri, ma un modo di vivere con stile religioso. L’idea della trasparenza, della condivisione e del vivere in semplicità con mezzi appropriati al luogo, deve essere punti messi a fuoco nella formazione rivisti non solo come individui ma come comunità.
I gruppi linguistici concordano che un metodo di contabilità che sia comune sarebbe un beneficio; altri han fatto notare che le particolarità di ogni luogo potrebbero rendere difficile questo processo. Un dubbio simile è stato presentato quanto all’adozione della politica dell’1%, nella quale ogni entità è chiamata a dare l’1% delle entrate ogni anno alla Curia Generale. Alcune province donano ben oltre l’1% alla congregazione ma non direttamente alla Curia Generale. Altre notano che han difficoltà ad avere entrate disponibili per condividere, per cui sulla carta sembra che l’entità abbia una buona entrata, mentre nella realtà molto del denaro non è disponibile all’uso immediato
P.Aquilino ha reiterato la sua preoccupazione che la Curia Generale ha bisogno di sapere che ha a disposizione una certa entrata per fare il suo preventive ogni anno. Una buona entrata dovrebbe proprio provenire dall’1%. Oltre a ciò, egli spera che le province siano capaci di dare di più per aiutare ad andare incontro alle necessità di altre entità.
Finalmente, si è manifestata una sensibilità per cui nelle cose materiali gli SCJ dovrebbero rispettare la cultura in cui si trovano a vivere. È molto facile portare certi valori culturali della nazione di provenienza in un altro luogo. La facilità di accesso a capitali provenienti da altre parti della congregazione può condurre gli SCJ ad essere lontani dal contest in cui si vie e lavora.
Notando che certe argomenti relativi all’economia saranno ripresi nella discussione sull’Instrumentum Laboris, il Capitolo ha votato l’approvazione della relazione economica dell’Economo Generale al Capitolo.
Il processo di scelta dell’Economo Generale
Durante il precedente Capitolo Generale, c’erano voluti 3 giorni per determinare chi doveva essere l’economo generale, senza successo. Il servizio è specifico e richiede una certa specializzazione e conoscenza di questione finanziarie e di contabilità. Trovare la persona giusta può essere veramente difficile. È stato quindi suggerito che il capitolo non è il momento opportuno per trovare la persona giusta. In tante altre congregazioni l’Economo è scelto e nominato dal Superiore Generale visto che lavora a servizio e su mandato del Superiore. È così stato proposto che le costituzioni SCJ siano modificate per permettere che l’Economo sia scelto secondo questa modalità, la scelta da parte del Superiore Generale.
P.Marek Stoklosa, consulente giuridico, ha fatto un’introduzione ai cambiamenti propostti per le Costituzioni eil Direttorio Genrale. I cambiamenti chiedono una nomina dell’Economo Generale da parte del Superiore Generale entro un anno dalla sua elezione. La Santa Sede ha già garantito la necessaria dispensa per queste modifiche se il Capitolo deciderà in favore.
Il Capitolo deciderà su qesto argomento più tardi. Questa è stata solo una sessione per presentare e spiegare la proposta.