« Caritas Christi urget nos »
(2 Cor 5:14)

Reports - Rapports - Informes - Rapporti - Relatórios

Apertura del XXII Capitolo Generale
Saluto Iniziale


Carissimi Confratelli,

Ho il grande piacere di darvi fraternamente il benvenuto, all'inizio di questa sessione inaugurale del XXII Capitolo Generale della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

Siete arrivati da tutta la Congregazione, non soltanto come rappresentanti giuridici delle vostre Entità, ma soprattutto come portatori della vita che fluisce nelle comunità dehoniane sparse nel mondo, con le loro gioie e difficoltà, le loro sfide e speranze. Mi auguro che la nostra assemblea capitolare possa essere, prima di tutto, lo spazio fraterno di accoglienza vicendevole nella comunicazione
e nell'ascolto di questa vita, suscitata dallo Spirito, che si manifesta nella varietà delle lingue e culture in cui vivono i nostri confratelli.

Da questa apertura del cuore a Dio e ai fratelli nasce l'atteggiamento di riflessione e discernimento che deve caratterizzare i nostri lavori delle prossime quattro settimane, per cercare di capire la realtà viva della Congregazione, nelle sue diverse componenti e discernere la volontà di Dio per la nostra vita e azione nella Chiesa e nel mondo di oggi.

Come Capitolo ordinario, la nostra assemblea ha tre compiti fondamentali: a) verificare lo stato della Congregazione; b) eleggere il Governo Generale per il prossimo sessennio; c) trattare di tutti gli aspetti importanti della vita e missione della Congregazione, come statuisce il Regolamento del Capitolo, al nº 51 (cf. CDC 631).

L'analisi dello stato della Congregazione avrà luogo a partire dalla relazione del Superiore Generale e dell'Economo Generale e verrà completata da diverse informazioni di alcuni organismi della Curia Generale (Centro di Studi Dehoniani, Postulazione, Collegio Internazionale), e dai rapporti delle diverse Entità.

La scelta dei membri del Governo Generale costituisce un momento di grande importanza per il Capitolo e per tutta la Congregazione e verrà specialmente preparato con una giornata di riflessione e di invito alla preghiera e al discernimento
secondo lo Spirito. La Commissione Preparatoria, nella sua pianificazione, ha organizzato la terza componente dei lavori capitolari a partire della riflessione promossa in tutta la Congregazione e che ha dato origine allo "Instrumentum laboris" del Capitolo.

Il tema unificante di questo processo di discernimento dell'intera Congregazioneè stato proposto dai Superiori Maggiori, nell'incontro del 2007 e formulato dalla Commissione, secondo lo spirito dell'anno paolino che stiamo vivendo in comunione con la Chiesa. Esso suona come un invito alla fraterna sequela di Cristo e alla missione: "L’amore di Cristo ci spinge" (2Co 5,14): Appassionati
di Cristo, che ci unisce in fraternità, annunciamo il Vangelo. Che questo invito dell'apostolo delle nazioni pervada i nostri cuori e le nostre menti, diventando il centro della nostra unità, la motivazione e l'orientamento delle nostre decisioni.

Tra i temi da trattare, si trova anche un importante sezione giuridica che cerca di adattare alcuni aspetti della Regola di Vita alla nuova realtà della Congregazione. Si tratta di piccoli cambiamenti delle Costituzioni, di una revisione sostanziale del Direttorio Generale, e dell'approvazione definitiva delle Norme per l'Amministrazione dei Beni (NAB). Un lavoro di questo genero richiede
sempre pazienza e attenzione. Cercheremo di realizzarlo con una metodologia adeguata, coscienti della sua importanza per la comunione di tutta la Congregazione.

Un Capitolo non è mai un evento puramente amministrativo, per adempiere alle norme istituzionali, ma richiede, da una parte, attenzione fedele al progetto di Dio e alla nostra tradizione e, dall'altra, sensibilità ai segni dei tempi in cui viviamo, in modo da poter rispondere alle sfide che abbiamo di fronte davanti.

Siamo invitati a prendere coscienza del momento che stiamo vivendo, che vede una forte riduzione di energie nelle Entità che sono state motore della Congregazione, contrassegnata ora da nuovi sviluppi in altre parti del mondo. Questo ci impegna a confrontarci con una diversificazione culturale che non ha uguale nel passato e nuove sfide in tutto il mondo, che richiedono un cambio di mentalità a livello individuale e istituzionale.

Anche il mondo in cui viviamo sperimenta un'ondata di cambiamenti che mettono in questione gli equilibri culturali e strategici del passato, esigendo il ripensamento di mentalità millenarie. Si pensi alla responsabilità per i problemi dell'ecologia, che mettono in questione i modelli di civiltà e di sviluppo; alla dimensione internazionale del terrorismo e delle guerre; alle conseguenze planetarie
della crisi economica o delle malattie contagiose. Ma pensiamo anche alle ingenti possibilità che non era nemmeno possibile sognare prima: l'emergenza di nuove potenze socio-politiche in Asia, Africa e America Latina, che possono aiutare a fare giustizia alla maggioranza dimenticata dell'umanità; al vertiginoso sviluppo tecnologico e scientifico, che può fornire soluzione a tanti problemi;
alla crescita di una nuova coscienza di tanta gente di buona volontà che, nella diversità dei loro credo e culture, cerca cammini di dignità giustizia e pace per tutto il mondo.

Un'inevitabile verità si fa strada in mezzo a tutto questo: i problemi locali diventano presto universali e richiedono soluzioni globali e anche le società più autosufficienti vengono colpite dai successi e, soprattutto, dai problemi dei piccoli e di quelli che volevano dimenticare.

È in questo mondo che si realizza il nostro Capitolo. Ci siamo ritirati in questa bella collina della Casa Generalizia, per pregare, riflettere, condividere tra noi, ma non vogliamo dimenticare la realtà di tutti i confratelli, della Chiesa e del mondo. Come ci ha insegnato P. Dehon, vogliamo guardare insieme a queste realtà, con la saggezza che ci viene dal Vangelo e della nostra tradizione e il dinamismo dello Spirito presente in mezzo a noi. Dall'apostolo Paolo, che celebriamo in modo speciale quest'anno, vogliamo imparare la passione per Cristo, la cura estrema per l'unità nella pluralità culturale della Chiesa, la visione del progetto universale del Vangelo da portare a tutte le culture e nazioni.

Che Maria, madre della Chiesa, che accompagnava gli apostoli alla vigilia della venuta dello Spirito, ispiri i nostri atteggiamenti fraterni e la libera e disponibile ricerca della volontà di Dio per questa parte della sua Chiesa che è la nostra Congregazione.
Senza prolungarmi in menzioni individuali, voglio esprimere, sin da adesso, in nome proprio e di tutto il Governo Generale, l'apprezzamento e la gratitudine per quanti hanno già molto lavorato per rendere possibile questo nostro incontro: la commissione preparatoria, come quelle giuridica e liturgica; gli autori dell'inno del Capitolo; il Segretariato della Congregazione e i suoi collaboratori; i confratelli che svolgono ruoli di servizio al Capitolo (moderatori, segretari, giornalisti …); la comunità di Roma II che fraternamente ci ospita e ci sostiene collaborando in molti compiti giornalieri; il personale della Casa generalizia e di Villa Aurelia che, con il suo lavoro, rende concreta l'ospitalità e le nostre care traduttrici che, sotto la direzione della Sigª Kathleen Elslander, completano 30 anni di preziosa collaborazione con la Congregazione. E, parlando di traduzioni, voglio fare una speciale menzione di gratitudine dei confratelli e altre persone che hanno contribuito, con fatica e generosità, alla traduzione e correzione dei testi nelle diverse lingue. Che la buona volontà e lo sforzo di tanti fratelli e sorelle contribuiscano a rendere abbondante il frutto nel nostro lavoro.

Così, dichiaro aperto il XXII Capitolo Generale della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

*****

 

Welcome - Bienvenido - Bienvenu - Benvenuto - Bem-vindo - Willkommen - Witaj - Selamat Datang