27/01/2017

Le facili polemiche

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Sembra essere diventato un fatto normale poter polemizzare, essere contro. La cultura dominante, privilegiando l'individualismo, e di conseguenza tutto ciò che lo nutre (il possesso, la proprietà, i propri interessi) sembra congiurare contro la comunità civile.


Politici civici e civili

La persona civica è una che condivide, che partecipa, che si sente parte di un tutto nel quale gli altri pure sono parte in una logica di scambio e di edificazione di un progetto comune. Ciò che è comune non può essere né proprio, né mio né tuo, semmai è nostro, perché appartiene a molti, appartiene a tutti. I membri di una reale comunità civile hanno in comune il munus, cioè il dovere, una responsabilità ed un dono da fare agli altri. Devono uscire da se stessi e devono sentirsi mancanti, donati a, aperti alla comunione.


Contro il niente che si impone

Se in un Paese non si vogliono avere derive patologiche, si deve generare un movimento in cui ciascuno inizia a dare la propria presenza all'altro, diventando custode e responsabile dell'altro.

Se non c'è la propria presenza un territorio non è capace di fecondità, resta sterile e debole. Ma badate bene, parliamo di una presenza che è capace di fare, non della presenza salottiera delle televisioni. Tanti fatti sembrano dire che oggi la nozione del prossimo è quasi venuta a mancare, c'è il culto dell'io autarchico, Non si è più capaci di un orizzonte politico convergente. Nelle nostre società non c'è più un progetto che richieda una convergenza per una polis, per una forma di giustizia, vale la legge: ognuno i propri interessi.


L'opposizione barbara

Da italiano leggo una società segnata esclusivamente da concorrenza, da opposizione, in cui non si è più capaci di parlarsi senza ricorrere ai toni della barbarie. Proprio perché manca la condivisione, c'è oggi una condizione di bisogno declinata a volte come fame, a volte come miseria, a volte come condizione che appare disumana. Si parla di tante povertà ma poco di condivisione. Una povertà che non è condivisione è esercizio ascetico per persone che cercano la propria perfezione egoistica. Tutte le cose più umane: lavorare, gioire, piangere, non sono vere se non si fanno insieme.

p. Rinaldo Paganelli scj