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1AG - Un momento storico - 4 giugno

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Gran parte del lavoro del capitolo di giovedì è stato effettuato nei piccoli gruppi. In sessione plenaria, si sono affrontate solo poche questioni.

Innanzitutto, sono state comunicate delle informazioni circa l’udienza di venerdì da papa Francesco.

Si è dunque proceduto all’approvazione della prima mozione presentata nei giorni precedenti e che è stata così riformulata: «Noi, Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, radunati nel XXIII Capitolo Generale a Roma, in rappresentanza di 40 nazioni, desideriamo prendere posizione e affermare la nostra piena solidarietà verso i cristiani perseguitati. Invitiamo tutti i governi a mobilitarsi per assicurare ai cristiani il rispetto della loro dignità e dei loro diritti. Chiediamo ai mass media di combattere l’indifferenza generale e il silenzio. Ai nostri fratelli cristiani perseguitati riaffermiamo la nostra solidarietà e assicuriamo la nostra preghiera».

La mozione è stata votata e approvata a larga maggioranza.


Si è tenuta quindi una presentazione sull’uso del sito web DehonDocs, ed è stato illustrato anche il sito web prodotto da “Dein Reich Komme”, della provincia tedesca, che compie quest’anno il suo decimo anniversario di attività.
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Una delle presentazioni tenutasi, però, è davvero da ricordare come un momento storico per la Congregazione. Questo che sta per concludersi, infatti, potrebbe anche essere l’ultimo Capitolo Generale, in cui si è avuta la presenza di un delegato della Provincia Fiamminga (Belgio).

«Io non sapevo nemmeno se avrei potuto essere davvero qui questa volta», ha affermato p. Lambert Croimans, delegato fiammingo che ha problemi di salute che lo limitano nelle sue attività già da diversi mesi (lo vediamo nella foto).

Gran parte delle discussioni del XXIII Capitolo Generale hanno riguardato le nuove iniziative - giovani, missioni e entità in rapida crescita, personale e esigenze finanziarie.

La Provincia delle Fiandre - cioè metà della confederazione olandese-fiamminga - rappresenta l’altra faccia della medaglia.

Originariamente collegata con il Lussemburgo, quella fiamminga divenne una provincia autonoma nel 1960. Era nota per le sue scuole, per la pastorale e per le opere sociali. P. Lambert ha dedicato gran parte della sua vita alla formazione e continua a far parte del consiglio di amministrazione di una scuola fondata dai confratelli fiamminghi.

La provincia ha anche inviato dei confratelli in missione, tra cui molti di quelli che morirono nel 1964 a Simba durante la rivolta del Congo.

I fiamminghi hanno preso parte anche ad altre iniziative missionarie, tra cui quelle che hanno dato inizio alla presenza della Congregazione in India e in Slovacchia. Per 30 anni, hanno finanziariamente sostenuto l’Instituto Maele Collège du Sacré-Cœur a Kisangani (nella Repubblica Democratica del Congo).

«I congolesi che sono qui al Capitolo sanno del nostro lavoro con la scuola», ha detto p. Lambert.

I dehoniani fiamminghi hanno anche massicciamente contribuito per la chiesa di Bafoussam della provincia del Camerun.

Ma ora la presenza dei dehoniani «in Belgio sta entrando negli anni del suo tramonto. Quando si è tenuto l’ultimo Capitolo Generale del 2009, c’erano 28 confratelli fiamminghi. Da allora, siamo divenuti la metà», ha detto p. Lambert. «Oggi siamo solo in 14». Nel corso di una sola settimana nel mese di aprile di quest’anno, i dehoniani fiamminghi hanno pianto la morte di tre dei loro membri.

Parlando sinceramente, p. Lambert ha dichiarato di non essere arrivato entusiasta al Capitolo Generale, di cui si chiedeva quale impatto potesse avere sulla vita della Congregazione, ma ha cambiato idea man mano che parlava con gli altri capitolari. Ha tenuto un discorso di soli pochi minuti, ma ciò che ha detto ha manifestato a tutti l’utilità della sua presenza.

«Volevo fare in modo che la Congregazione ricordasse ciò che siamo e ciò che abbiamo contribuito a fare», ha detto ancora.

«Se un seme cade nella terra e muore, deve portare frutto», ha continuato. «Molti frutti sono venuti fuori dalle Fiandre: Congo, India, Slovacchia, Camerun e altri. Possano essi, a loro volta, portare ricchi frutti nel loro futuro».

Il termine del suo intervento è stato salutato dai membri capitolari con un caloroso, scrosciante e commosso applauso. Sia p. José Ornelas Carvalho, superiore generale, che p. Heiner Wilmer, superiore generale eletto, hanno ringraziato p. Lambert per la dedizione dei confratelli fiamminghi.

«Vi accompagneremo negli anni a venire. Siamo grati a voi, nostri fratelli!», ha concluso p. Heiner.