Ti trovi in:XXIII CAPITOLO GENERALE»Report Capitolo»1AG - Mozioni, relazioni e infine uno spettacolo! - 3 giugno

1AG - Mozioni, relazioni e infine uno spettacolo! - 3 giugno

DSC 0576

 

Mercoledì, il primo punto all’ordine del giorno del Capitolo Generale è stato quello della discussione e dell’approvazione di quattro mozioni.

La prima riguardava una dichiarazione pubblica di solidarietà da parte della Congregazione verso i cristiani perseguitati. «Si stima che 50 milioni di cristiani siano perseguitati ogni anno, ma questo problema raramente ottiene l’attenzione dei media», ha affermato p. Pedro Fernandes Coutinho nel presentare la mozione.
DSC 0653

I capitolari hanno convenuto, però, che, pur essendo la preoccupazione importante, invece di indirizzare l’attenzione esclusivamente ai media, ci si dovrebbe piuttosto rivolgere ai governi che tollerano o permettono le persecuzioni. Hanno chiesto, dunque, a p. Fernando di riformulare la mozione secondo le indicazioni date, in modo da discuterla e da votarla entro la fine del Capitolo.

Le altre tre mozioni sono state presentate da p. José Ornelas Carvalho. La prima recita: «Sia proposto a ogni confratello, in occasione della professione perpetua o dell’ordinazione presbiterale, di fare una dichiarazione di disponibilità missionaria, indirizzata al Superiore Maggiore e al Superiore Generale. Il coordinamento tra le necessità della missione e le disponibilità delle persone avrà luogo in dialogo tra le Entità e il Governo Generale». L’intento non è quello di chiedere che ogni dehoniano debba necessariamente essere disposto a lavorare in una missione ad gentes, ma piuttosto quello di promuovere la dimensione missionaria della Congregazione e di aiutare il Governo Generale ad avere un quadro delle risorse umane disponibili per le missioni.

DSC 0664«La mozione riflette anche un cambiamento nella capacità missionaria della Congregazione», ha affermato p. John van den Hengel. «Dei 267 dehoniani che operano nelle missioni ad gentes [comprese quelle direttamente dipendenti dal Governo Generale], 215 provengono ancora dall’Europa».

Per molti anni, l’anelito missionario è stato percepito come una responsabilità e un compito delle singole entità o frutto di una collaborazione fra alcune di esse. Negli ultimi periodi, questo modello sta cambiando. Ora, la maggior parte delle nuove entità sono gestite direttamente dal Governo Generale. In che modo la Curia dovrà continuare a garantire personale per tali nuove entità?

Il capitolo ha votato e approvato la mozione, ma con un solo voto di scarto rispetto alla maggioranza richiesta, segno che la riflessione su questo aspetto deve continuare all’interno delle dinamiche della Congregazione.

La seconda delle mozioni proposte da p. Ornelas è così formulata: «Per favorire la dimensione internazionale nella formazione iniziale, si studi l’organizzazione stabile dello scambio di studenti, creando in ogni scolasticato posti destinati a giovani religiosi di altre entità. Il Governo Generale dovrà svolgere un ruolo di coordinamento di questi scambi, in dialogo con le entità interessate». I capitolari hanno riconosciuto che tale scambio è già in atto in alcune aree e hanno approvato la mozione, che però, pur ottenendo qualche voto di scarto in più rispetto alla precedente, anch’essa non è passata con una maggioranza molto ampia.

L’ultima mozione proposta recita: «Si studi la possibilità di creare nuove strutture d’organizzazione delle entità, tenendo conto soprattutto di quelle più piccole, in fase di sviluppo o d’invecchiamento. L’organizzazione, di tipo federale, dovrebbe assicurare la specificità delle singole enità, in uno schema di coordinamento comune (cf. DG, n° 124.5)». A titolo di esempio, sono state citate le province fiamminga e olandese che si sono federate per consentire un’amministrazione condivisa, pur continuando ognuna a mantenere la propria individualità. La mozione è stata approvata e, questa volta, con una maggioranza più larga.


Il Ciad

P. David Dagsou ha illustrato ai delegati capitolari la missione in Ciad. I dehoniani arrivarono in Ciad nel 1935 con due missionari e si stabilirono nella città di Kélo, che costituisce un crocevia vitale. Tuttavia, l’iniziativa rimase in piedi solo per sei anni. Nel 1941, a corto di personale per le molteplici esigenze del territorio, i dehoniani lasciarono il loro lavoro ai Cappuccini.
 
DSC 0600

Essi ritornarono nel Paese nel 2010, su invito del vescovo locale. Le sfide vissute dai primi missionari continuano ancora oggi. I dehoniani svolgono il loro ministero per una popolazione di oltre 100.000 persone; molti sono cristiani, ma ci sono anche animisti e un piccolo gruppo di musulmani. La superstizione e la stregoneria sono molto radicate. L’ottanta per cento della popolazione è analfabeta. Le inondazioni sono un grosso problema e viaggiare è difficile.

Uno dei punti fondamentali del ministero degli SCJ è quello della formazione. Ci sono 150 catechisti, «ma solo 50 circa sono adeguatamente qualificati», ha detto p. David. Molte persone non hanno familiarità con la struttura della liturgia. A volte, p. Davide si ritrova non solo a dover celebrare l’eucaristia, ma anche a insegnare a coloro che frequentano la messa alcuni dei principi fondamentali su cui essa si impernia.

Nel 2014, i dehoniani hanno assunto la gestione di una scuola. Le lezioni si svolgono in luoghi di fortuna. I confratelli sperano di costruire una struttura permanente e i genitori hanno già preparato i mattoni per la costruzione. In ogni modo, per completare questo e altri progetti occorre aiuto economico esterno.


La Famiglia Dehoniana

I capitolari hanno anche ascoltato i rappresentanti della Famiglia Dehoniana, membri della commissione generale: Silvia Bertozzi, Roselie Grazia Escobia e P. Claudio Weber. Essi hanno iniziato con l’illustrare una breve storia della Famiglia Dehoniana.
DSC 0581

Nel maggio del 2014, circa 35 membri della stessa provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a Roma per discutere i modi in cui il carisma dehoniano può essere vissuto e condiviso al di fuori della Congregazione.

Da quella riunione è nata la commissione generale.

Gran parte dell’interesse del gruppo si è soffermata sulla formazione e sulla condivisione in rete. La “Via spirituale” o l’“Iter Formativo” è una guida didattica in quattro anni sul carisma dehoniano per i laici. Ora è nelle sue fasi iniziali di attuazione e si sta traducendo in diverse lingue.

La commissione ha sviluppato anche una pagina Facebook per la Famiglia Dehoniana per facilitare la condivisione delle informazioni; in futuro, essa spera di poter utilizzare anche altri mezzi di comunicazione.

Un’assemblea internazionale della Famiglia Dehoniana è indicativamente prevista per il maggio 2017.

«Molte persone collaborano con noi e condividono il nostro carisma», ha detto p Claudio. «Abbiamo bisogno di continuare a ricercare modi di condivisione e dobbiamo ripensare e approfondire il nostro carisma anche a partire dalle forme di interazione e di interscambio con altri».


E uno spettacolo ...

Dopo cena, i delegati capitolari e tutta la comunità di Roma II hanno assistito a uno spettacolo multimediale all’aperto su p. Dehon.

 


DSC 0776