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1AG - Individuazione delle priorità e ricordo dei defunti - 29 maggio

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Il venerdì, i partecipanti al Capitolo Generale hanno iniziato dal punto in cui erano rimasti il giovedì e cioè dal provare a individuare le priorità e quindi i temi su cui la Congregazione dovrà puntare per il sessennio che sta iniziando.


Table 3I capitolari si sono quindi riuniti in piccoli gruppi di lavoro, a cui hanno partecipato anche gli ospiti invitati, tra cui Silvia Bertozzi e Grace Escobia, rappresentanti della Famiglia Dehoniana.

Nella loro prima sessione plenaria, i partecipanti al capitolo hanno elencato in ordine di priorità i temi individuati ieri: formazione, spiritualità e identità, organizzazione del Governo Generale, opzione preferenziale per i poveri, vita comunitaria, internazionalità e multiculturalità, nuova evangelizzazione e missione.

“Spiritualità e identità” più volte è stata indicata come la prima delle priorità, anche se alcuni hanno fatto notare che non ci si deve solo concentrare verso l’intimità, ma occorre anche necessariamente andare verso l’esterno, nel mondo che si ha dinnanzi.
 
Nel pomeriggio, i capitolari si sono ritrovati di nuovo in piccoli gruppi, diversi dai precedenti. Hanno parlato di ciò che deve ispirare la Congregazione e i singoli individui, degli impegni derivanti dall’ispirazione e della pianificazione e organizzazione per metterli in atto.

La maggior parte dei gruppi hanno affermato che il nucleo dell’ispirazione si fonda sulla Scrittura, sugli scritti del Fondatore e sulla Regola di Vita. Ciò deve impegnare i dehoniani allo studio di queste fonti d’ispirazione, sia a livello comunitario che individuale. Incentrati su una forte spiritualità, essi devono divenire accoglienti - gli uni gli altri e verso il mondo – rispondendo con misericordia.

Tuttavia, le buone intenzioni da sole non portano lontano. È, dunque, di fondamentale importanza che si individuino poi delle strutture per mantenere viva e per far crescere la spiritualità dehoniana. Perché i dehoniani continuino, individualmente e comunitariamente, a vivere nella fedeltà al carisma, non devono tralasciare ritiri, formazione permanente, lectio divina, adorazione, eucaristia, progetti comunitari incentrati sulla riconciliazione. Sarebbe anche opportuno che si arrivasse a comporre un calendario internazionale con i momenti più significativi della vita della Congregazione, a beneficio di tutti. È stata pure ripetutamente sottolineata l’importanza del Centro Studi Dehoniano, divenuto non solo un contenitore di tutte le opere del Fondatore, ma anche uno strumento utile sia alla formazione iniziale che a quella permanente, e la necessità di avere un maggior numero di studenti che si specializzino nella spiritualità scj e nelle scienze sociali.

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Il ricordo dei fratelli morti durante l’ultimo sessennio

La giornata si è conclusa con quella che è diventata ormai una tradizione dei Capitoli Generali: una liturgia per ricordare i defunti del sessennio precedente.

DSC 0498«È diventato parte integrante dei nostri Capitoli Generali il ricordo di coloro che ci hanno preceduto, i quali, attraverso la morte, sono stati uniti a Cristo», ha detto p. John van den Hengel, presidente della liturgia eucaristica. «Ricordiamo i morti degli ultimi sei anni, ci uniamo a loro e chiediamo al Signore misericordioso e amorevole di abbracciarli e di essere la loro gioia ...»

«Questi membri si sono intrecciati tutti con la nostra vita, con la nostra storia. Le loro vite hanno contribuito a edificare parte della nostra identità. Erano e sono parte della nostra storia. Noi raccontiamo la nostra storia attuale rivisitando le loro storie, quello che hanno fatto, le loro morti quotidiane, i loro sacrifici, le loro debolezze e i loro difetti».

Facendo cenno alla presentazione che sarebbe seguita, p. John ha detto che «Probabilmente, voi vorrete mantenere, come me, questi momenti di riconoscimento: “Ah, sì, è così bello essere ricordati ancora una volta”, “grazie per quello che avete fatto”, “mi dispiace che non sempre abbiamo riconosciuto il dono che siete stati per la comunità”, “grazie per la gioia che avete portato”, ‘‘siete stati una grande grazia per la chiesa e per la comunità”».
 
«Permettiamo alle nostre menti e ai nostri cuori di sentire di nuovo le loro storie, permettiamoci di versare lacrime per la tristezza che comportano le loro perdite ... ma sempre con la consapevolezza e nella fede del valore delle loro vite in Cristo».


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Tutte le foto: http://generalate.smugmug.com/XXIII-General-Chapter