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1AG- 22 maggio: Iniziano le procedure per le elezioni

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Uno dei principali compiti del Capitolo Generale è quello di eleggere il Governo Generale della Congregazione per i prossimi sei anni. P. José Ornelas Carvalho completa il suo secondo mandato sessennale con questo Capitolo e non potrà praticamente essere rieletto, a meno del verificarsi di condizioni molto particolari.

«Dobbiamo entrare in questa fase con un cuore libero e aperto», ha detto p Ornelas. «Si tratta sì di un processo democratico, ma non di un processo totalmente umano: Dio ne è parte integrante. Dobbiamo ascoltare lo Spirito. Gesù ci ha detto che dobbiamo leggere i segni dei tempi. Dobbiamo riflettere sulle realtà nelle quali la Congregazione oggi opera e si dà, ascoltare le voci degli altri, ascoltare lo Spirito, essere liberi da preconcetti ed essere aperti a tutte le possibilità».

Tuttavia, prima che il Capitolo inizi il processo democratico di elezione, deve decidere il numero di consiglieri generali da eleggere. Al contrario di ciò che avviene nella maggior parte delle congregazioni religiose, in cui il numero dei consiglieri generali è fissato nelle costituzioni proprie, per i Dehoniani è il Capitolo a deciderlo.

VDH on adminPrima che i capitolari si dividessero in piccoli gruppi continentali per discutere sulla dimensione del Consiglio e sulle linee guida del suo modus operandi, p. John van den Hengel ha illustrato la struttura della Curia Generale. Egli ha evidenziato alcune sfide cui ha dovuto far fronte l’attuale amministrazione e ha fatto intravvedere anche delle linee di soluzione.

Com’era già stato fatto notare in precedenza, il Consiglio attuale ha incoraggiato la nascita di strutture intermedie di governo a livello continentale. In tutta la Congregazione, la collaborazione continentale è aumentata per la pastorale vocazionale, per la formazione e nella mobilità delle risorse umane.

P. John ha chiesto ai capitolari di riflettere sul ruolo del Consiglio Generale. I membri scelti dai continenti dovranno principalmente continuare poi a prendersi cura del continente che rappresentano, oppure dovrebbero porre la loro attenzione maggiormente su alcuni settori, come la spiritualità, la formazione e la giustizia sociale?

In particolare, egli ha chiesto ai capitolari di porre l’attenzione sul ruolo del vicario generale. Durante lo scorso mandato, il vicario ha avuto la responsabilità primaria di coordinare il lavoro della Curia, in collaborazione con il Segretario Generale, dettandone l’agenda e presiedendo le riunioni del Consiglio. Nell’idea originaria del Consiglio, infatti, c’era quella che il vicario fosse maggiormente presente a Roma più degli altri consiglieri.

DSC 0343Naturalmente, con l’elezione di p. Claudio Dalla Zuanna, che era il vicario originale, come arcivescovo di Beira, le cose sono cambiate. P. John ha assunto il ruolo di vicario, ma ha mantenuto al contempo i suoi doveri nei diversi settori e continenti. Ciò spinge a considerare l’idea di un vicario per la prossima amministrazione generale più in linea con ciò che il consiglio precedente aveva immaginato: un vicario libero da responsabilità dirette verso i continenti e i settori che possa meglio dirigere il lavoro della Curia Generale e dei suoi collaboratori, inclusi gli uffici e/o commissioni a livello generale per settori come la spiritualità, la formazione, l’istruzione, l’economia, le comunicazioni e le missioni. Si potrebbe, però, anche delineare la figura di un vicario più attento alle nuove entità, che hanno maggiore necessità di assistenza da parte del Governo Generale.

Parlando della Curia Generalizia nel suo complesso, p. John ha detto che è di vitale importanza che i membri dell’amministrazione tengano sempre a mente che essi sono e rimangono religiosi. «Dobbiamo vivere ciò che professiamo», ha notato. «Questa amministrazione ha messo l’accento sul vivere in comunità e quando eravamo a Roma abbiamo trascorso del tempo insieme in preghiera e in fraternità».

Prima di chiudere, egli ha brevemente citato la questione della lingua. Nel 1997, l’inglese è stato scelto come linguaggio comune di comunicazione per la Congregazione. Si è fatto lo sforzo di offrire informazioni a livello generale sia in italiano che in inglese. Ma il linguaggio continua a essere una sfida. La questione della capacità di linguaggio dovrebbe essere, dunque, uno dei punti da tener presenti nella scelta dei membri della prossima amministrazione generale.

Con successiva votazione capitolare, il numero dei consiglieri per la prossima amministrazione è stato fissato a 5.



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Qualità necessarie…

I capitolari si sono ritrovati in piccoli gruppi per discutere sulle qualità primarie necessarie a un confratello per la sua idoneità al servizio nella prossima amministrazione. Nella comunicazione seguente in seduta plenaria, si è notata una sostanziale convergenza su alcune caratteristiche:  capacità di lavorare in squadra, capacità di ascolto, desiderio di lavorare per il bene comune, apertura al cambiamento e capacità di guardare al futuro. Sapendo che i compiti dell’amministrazione sono ardui, si devono individuare anche persone fisicamente e mentalmente sane ed equilibrate, capaci di sopportare elevati livelli di stress.

Soprattutto, però, un potenziale superiore o consigliere generale deve essere ben fondato nella spiritualità e sui valori dehoniani; egli deve avere amore grande per la Congregazione.

Prima di concludere la sessione pomeridiana, i capitolari hanno espresso un voto orientativo a scrutinio segreto per individuare alcuni nominativi di candidati come prossimo Superiore Generale o come consiglieri, il cui esito è stato messo a conoscenza dei soli capitolari aventi diritto al voto.

Dopo un weekend di riposo e di preghiera, il processo elettivo inizierà ufficialmente lunedì 25 maggio alle ore 08.45.


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