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25/03/2019

1AG - Pellegrinaggio delle Sette Chiese

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Accanto alla Basilica di San Sebastiano fuori le mura, nel parco di Appia Antica, comincia una via di 3,5 km che collega la Memoria Apostolica (nelle catacombe di San Sebastiano vennero nascoste le spoglie dei Santi Pietro e Paolo durante le ultime grandi persecuzioni del tempo di Decio, Valeriano e Diocleziano, perciò la Basilica viene chiamata così) e l’Abbazia di San Paolo fuori le mura. Questa via prende il suo nome, Sette Chiese, dal pellegrinaggio che racchiude i 7 più importanti santuari della Città Eterna: Vaticano, Santa Maria Maggiore, San Lorenzo al Verano, Santa Croce in Gerusalemme, Laterano, San Sebastiano e San Paolo fuori le mura. Si tratta di un itinerario, lungo circa 20 km, che sin dal medioevo è stato un modo di visitare Roma. Come in un grande santuario, dove a quasi ogni incrocio si trovano le tracce dei martiri, si voleva stabilire i principali punti di riferimento che non si poteva omettere durante il pellegrinaggio alla spoglie apostoliche.

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Un ulteriore valore alla storia del pellegrinaggio romano viene dato da San Filippo Neri. Viveva nella Roma rinascimentale che stava per dimenticare il carattere sacro della città, e sempre più diventava la capitale del papa-re e non differiva in nulla dalle altri corti europee. Nel tempo di carnevale, quando il carattere mondano si esprimeva nelle feste con ballo, musica e ubriachezze, un prete fiorentino volle proporre alle pie anime la Buona camminata, che di solito si compiva in due tappe o da San Pietro a Santa Maria Maggiore o si usciva fuori le mura e poi si tornava (soprattutto nei giorni festivi). Col tempo questa pratica si è spostata verso la Quaresima, oggi risulta tipico modo romano di vivere il tempo prima di Pasqua, mentre al carnevale viene proposta l’Adorazione delle Quarant’ore.

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Il 23 marzo 2019 un gruppo della Casa Generalizia ha deciso di intraprendere questa vecchia tradizione romana applicandovi una impronta dehoniana. Proprio il nostro fondatore, attraverso i brani dei testi di Couronne d’Amour,meditati alle stazioni, fungeva da nostra guida nei Passi della passione di Cristo dal Cenacolo alla Croce. Non abbiamo trascurato la recita di 7 salmi penitenziali (6, 32, 38, 51, 102, 130, 143) prima di ripartire dalle basiliche e tre Coroncine del Sacro Cuore di Gesù secondo il metodo di p. Dehon.

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Lo spirito di fraternità, la condivisione della fatica e la reciproca cordialità ci ha permesso di compiere il nostro pellegrinaggio presso l’Apostolo delle Genti dopo circa 10 ore dalla preghiera di inizio del cammino. Malgrado la stanchezza e il male alle gambe, siamo felici e aspettiamo una nuova possibilità di ripetere un cammino per incontrare Dio nei suoi santuari…


Jakub Bieszczad, scj

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