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23/12/2018

Natale

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Natale delle labbra

 

 “Entrando nel mondo, Cristo dice:

Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,

un corpo invece mi hai preparato.

Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.

Allora ho detto: 

‘Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà’

(Eb 10,5-7)

Dio si è preparato un corpo e ha assunto assolutamente la nostra condizione umana, si è fatto uomo come noi. Nobis natus, nobis datus…

 

Movimento 1: mi hai preparato un corpo… che ha delle labbra (consacrazione)

Da queste labbra escono:

-      una parola definitiva: Dio ha nome, Padre; e tu hai un nome: un nome pronunciato dalla bocca di Dio.

-      la strada per essere figlio di Dio. 

-      un semplice bacio: il bacio eterno tra l’essere umano e Dio.

Insegnaci, Gesù Bambino, la tenerezza di queste labbra che modulano parole di vita e di amore, che riescono a trasmettere la sua verità con gesti concreti e vicini. Questo è il motivo per cui ci hai chiamati ad essere con te e ci hai consacrati per il tuo servizio e quello della Chiesa; servire: ecco la nostra via di senso e felicità.

 

Natale degli occhi

 

Dio si è preparato un corpo e ha assunto assolutamente la nostra condizione umana, si è fatto uomo come noi. Nobis natus, nobis datus…

Movimento 2: mi hai preparato un corpo… che ha degli occhi (comunione)

Lo sguardo di Gesù si lascia cadere:

- sulla folla

- sula moneta delle tasse

- sull’obolo della povera donna, 

- sui suoi apostoli 

- sul giovane che voleva seguirlo,

- sulle intenzioni dei suoi nemici, 

- su altri sguardi, pieni di rabbia, 

- su sguardi pieni di tenerezza, come quello di Zaccheo,

- sguardi alzati verso il alto per pregare (presse cinque pani e due pesci, e alzando gli occhi al cielodi Mc 6,41); alzando gli occhi disse: Padre, ti rendo graziedi Gv 11,41); alzando gli occhi emesse un gemito e disse: apriti; alzando gli occhi disse: Padre, è arrivata l’oradi Gv 17,1)

Insegnaci a saper vedere e a discernere le cose, vedere i segni dei tempi, osservare la bellezza della tua creazione, il bisogno del prossimo ferito sul cammino. 

Guardare per:

  1. aguzzare il nostro sguardo verso quanto ci circonda, il nostro paese, i fratelli che soffrono, i nostri problemi e difficoltà, 
  2. vedere il nostro interno e la nostra coscienza, 
  3. scoprire come Lui ci guarda, con amore e tenerezza, con uno sguardo di amicizia e compagnia. 

Lo sguardo del Bambino Gesù trasforma le nostre vite e ci raduna in modo nuovo ogni giorno in una comunità di vita e amore, di autentico amore. Il Bambino esige da noi religiosi fraternità in grado di far crescere una nuova vita.

 

 

Natale delle mani

 

Dio si è preparato un corpo e ha assunto assolutamente la nostra condizione umana, si è fatto uomo come noi. Nobis natus, nobis datus…

Movimento 3: mi hai preparato un corpo… che ha delle mani (missione)

Mani che sostituiranno quelle di Giuseppe a fronte della falegnameria famigliare 

- per lavorare, 

- per creare, 

- per edificare, 

- per modellare

- per nutrire agli altri (presse cinque pani e cinque pesci)

Una azione che si prolunga, Signore, perché hai creduto in noi. 

Mani per la missione. Che le nostri mani non si allontanino mai del tuo aratro, Signore.

Mani per pregare, come quella altra notte santa quando prendesti nelle tue mani santi e venerabili il pane. E ci lasciasti il tuo Corpo. Quelle mani santi e venerabili che presero il calice (questocalice), il calice de un sangue sparso per il perdono dei miei peccati e di tutti gli uomini. 

Mani che sono espressione pura e sana di tenerezza; quella che salverà il mondo. Tenerezza di un cuore aperto e solidale. Missione che ci conferisce felicità, pienezza. 


È questo il Dio credibile in tutto ciò che ci dice e ripete (da secoli). Ci annuncia che è possibile la novità, la trasformazione; è possibile fare tutto ciò che il piano di Dio propone e dispone.  E lo dimostra con la sua vita concreta. Non possiamo più dire che non capiamo. Questo uomo (anche se bambino) è come noi.

In mezzo a noi, a te, un bambino: il criterio, la norma, la via, la verità, la vita.

 

Sorelle e fratelli: una vita da consegnare. Nobis natus, nobis datus…

 


Juan José Arnaiz Ecker, scj


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